martedì 20 dicembre 2011

I PRINCIPIANTI

Le storie di Marco Lodoli che compongono il libro “I Principianti”, hanno in comune un filo conduttore: l’anarchia.
Il concetto di anarchia non mi è mai stato molto chiaro.
Sul dizionario viene spiegato come una situazione di disordine conseguente alla mancanza o all’insufficienza dei poteri governativi, oppure una dottrina politica che ha per scopo l’abolizione di ogni potere costituito al fine di consentire alle energie individuali di espandersi liberamente.
Io invece penso che sia un modo di ragionare delle persone che vogliono appartenere ad un gruppo,di cui, probabilmente, non conoscono neanche l’origine; infatti, io ho degli amici che sono anarchici, ma non hanno un comportamento così distaccato come quello dei protagonisti delle storie del libro.
La prima storia è il racconto di un uomo che si può definire uno squilibrato per il suo modo di fare; infatti, con il suo furgoncino, con cui porta i giornali a tutte le edicole, investe gli animali che incontra per la strada, con i pacchi dei giornali da fuoco alla foresta. Arriva anche al punto di non ricordarsi di avere ucciso una persona.
E’ un racconto drammatico il cui protagonista, Cesare,  ha divorziato dalla moglie ed ha iniziato ad allenarsi per una corsa su strada. Il testo è stato scritto tutto a flash-back, nei quali il protagonista ricorda le giornate dei mesi precedenti.
Cesare ci viene presentato fin dalle primissime pagine in compagnia di una capra di nome Betta; inizialmente non si capisce chi sia la sua compagna, non viene per niente descritta e si pensa ad una ragazza;  poi, però, la signora che raccoglieva le iscrizioni per la gara, cui voleva partecipare il protagonista, chiede all’organizzatore se era possibile per il regolamento far partecipare una capra, chiarendo ogni dubbio.
Durante  la gara Cesare ricorda momenti del passato, come per esempio il giorno in cui la moglie si è stufata di lui e ha deciso di separarsi, con il fatto che ciò ha comportato anche la perdita del figlio. Grazie a degli accordi però poteva incontrarlo una volta a settimana. In una di queste giornate il protagonista porta il bambino allo zoo ed entrati in una sala coperta dove erano esposti animali imbalsamati incontrano un personaggio, Germano, il custode, che dà a Cesare un biglietto su cui ha scritto un breve testo.
Un secondo incontro, che viene ricordato durante la gara, è quello con Cleopatra, una prostituta che gli diventerà amica. Alla fine sembra che l’abbia addirittura uccisa, anche se lui non se ne ricorda.
Questa prima storia si conclude con l’immagine della capra che si allontana con le sue simili dopo aver confortato Cesare, che non concluderà la gara, ma rimarrà in una notte di pioggia con la faccia nel fango di un campo a rimpiangere tutta la sua vita.
La seconda storia racconta le avventure di tre uomini anarchici.
Il primo è un professore d’italiano e si chiama Ruggero. Il suo non è un vero lavoro che porta vantaggi a qualcuno perchè non fa altro che stare seduto dietro la cattedra a scrivere voti, per la maggior parte falsi, in parte ai nomi degli alunni. D'altronde la scuola in cui “insegna” è privata.
Il secondo personaggio è Rocco il bidello dello stesso istituto in cui lavora Ruggero.
L’ultimo personaggio è uno studente “fuoricorso” che si chiama Mariano; egli ha una sorella, Sara, di cui sia Ruggero che Rocco s’innamorano e che pare sia in giro per il mondo.
Creano il loro primo progetto insieme sotto le feste natalizie: rubare tutte le statuette di Gesù Bambino dai presepi di tutte le chiese per liberarli dal destino della morte in croce. L’ultimo da rubare si trovava in Piazza San Pietro, in Vaticano. Il problema che riscontrano nel realizzare quest’operazione sta nella grande folla che colma ogni angolo della piazza,  in aggiunta alle guardie svizzere che non avrebbero esitato ad arrestarli, se necessario.
Il secondo progetto che cercano di realizzzare è di allestire il “circo invalido”, per cui cercano di reclutare molte persone handicappate. Una di queste è Ferruccio un signore che porta degli occhiali spessissimi; egli fa il meccanico ed ha un cane a cui manca una zampa; quello che riesce ad intrattenere meglio il pubblico è invece lo zio Gualtiero, che avendo perso un braccio ha sviluppato la capacità di fare fiocchi perfetti, annodando la cravatta con una mano sola. Un vero fiasco invece è Piero, un handicappato che non riesce nella sua specialità perchè si agita troppo: l’accensione del fiammifero sul proprio corpo. Il personaggio che ha più successo è comunque Mario, un ubriacone che ha la rara, ma non invidiata capacita di fischiare con gli occhi.
Ruggero alla fine dello spettacolo vorrebbe tenere un discorso molto profondo sulle differenze degli uomini e delle loro diverse capacità, ma bloccato dalla vergogna ringrazia il pubblico per la partecipazione e li saluta velocemente, rendendosi conto che anche il secondo progetto è sfumato.
L’ultima avventura anarchica che tentano è quella di far sfumare gli esami di maturità di Mariano che non avendo mai studiato teme il peggio: tutti insieme vogliono fare saltare in aria l’ingresso principale della scuola per far rimandare il compito.
All’ultimo momento però capiscono che il loro gesto sarebbe inutile: l’esame verrebbe solamente rimandato.
Verso le ultime pagine si scopre una realtà sconvolgente. Mariano porta i suoi due amici sotto ad un ponte e racconta finalmente ciò che  accadde un anno prima  alla sorella. Lui e sua sorella Sara stavano tornando a casa dopo una giornata trascorsa a festeggiare l’esame di maturità, quando Mariano, distratto mentre pensava all’addio che avrebbe dovuto darle il giorno successivo, accelerò urtando la ragazza  che procedeva in motorino davanti alla sua automobile; la caduta la uccise e Mariano la seppellì sotto a quel ponte.
Rocco e Ruggero rimasero increduli, probabilmente dicendosi che era sicuramente uno scherzo, ma comprendendo dall’espressione vuota dello “studente fuori corso” che era tutto vero.
I due testi non mi hanno entusiasmato per la tematica, non è il genere di libro che riesco ad apprezzare non mi è piaciuto il profilo comportamentale dei personaggi, sono troppo fuori dal normale, non sanno amare ciò che hanno intorno; quello che più mi ha dato fastidio è stato Cesare quando uccideva gli animali. Non condivido questo comportamento
Per me la tematica che voleva esporci lo scrittore è espressa meglio nell’esempio che fa di se stesso all’inizio del libro quando dice che lui si sente nuovo nel campo della scrittura ogni volta che inizia un nuovo romanzo.
Il testo è stato redatto in forma di narrazione, infatti, i luoghi in cui sono ambientate le storie non sono descritti.
I protagonisti di questi  racconti sono ignoranti. Non sanno come esprimere i loro ideali e ricorrono all’unico mezzo a loro disposizione: la violenza.
Io credo che l’autore abbia scritto questo libro per indurre alla riflessione su ciò che le azioni commesse dai personaggi delle vicende comportano, per non farci ripetere gli stessi stupidi errori.
In un altro romanzo che ci è stato proposto c’è la figura di un ragazzo che ha altrettanto principi anarchici, ma a differenza dei personaggi di questo libro ha scelto un metodo più efficace per trasmettere il suo messaggio: la cultura.

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